Festa ticinese di don Bosco 29-31 gennaio 2017


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CardSturlaIl Cardinale Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Arcivescovo Metropolita di Montevideo (Uruguay), è nato il 4 luglio 1959 a Montevideo. Ha frequentato la scuola primaria e secondaria fino al quarto anno di liceo nel collegio San Juan Bautista, dei religiosi della Sacra Famiglia, conseguendo poi il baccalaureato in diritto all’istituto Juan XXIII. Attratto dal carisma di san Giovanni Bosco, è entrato nel noviziato del salesiani di Montevideo e ha emesso la professione religiosa il 31 gennaio 1980. Quindi ha proseguito gli studi di filosofia e scienze dell’educazione nell’istituto Miguel Rúa, retto dai salesiani della capitale. Dopo un periodo di tirocinio pratico svolto dal 1982 al 1983 nel laboratorio Talleres Don Bosco, dal 1984 al 1987 ha perfezionato gli studi in teologia nell’istituto Monseñor Mariano Soler.

Il 21 novembre 1987 è stato ordinato sacerdote per la Società Salesaina di San Giovanni Bosco, e l’anno successivo nominato consigliere di studi del Talleres Don Bosco, incarico mantenuto fino al 1990. Nel 1991 i superiori lo hanno scelto per un triennio come vicario della casa di noviziato e post-noviziato.

Dal 1994 al 1996 è stato Direttore dell’aspirantato salesiano e dal 1997 al 2002 direttore e maestro dei novizi. Inoltre, dal 2003 al 2008 ha svolto il compito di direttore dell’istituto preuniversitario Juan XXIII. In quegli anni ha proseguito gli studi in teologia e nel 2006 ha conseguito la licenza alla facoltà teologica dell’Uruguay Monseñor Mariano Soler.

È stato tra i partecipanti al venticinquesimo (2002) e al ventiseiesimo (2008) capitolo generale della congregazione salesiana. Nel frattempo ha iniziato a insegnare storia della Chiesa in America e in Uruguay, curando studi e pubblicazioni soprattutto sulla questione del rapporto tra istituzione religiosa e autorità statale. Dal 2008 al 2011 è stato Ispettore della provincia salesiana dell’Uruguay.

Il 10 dicembre 2011 Benedetto XVI lo ha eletto vescovo titolare di Felbes e, al contempo, ausiliare di Montevideo. Il 4 marzo 2012 ha ricevuto l’ordinazione episcopale, scegliendo come motto: “Servire il Signore con gioia”.

L’11 febbraio 2014 Papa Francesco lo ha promosso Arcivescovo Metropolita della capitale Montevideo.

È il secondo ecclesiastico nella storia dell’Uruguay a ricevere la porpora, preceduto sulla cattedra di Montevideo dal cappuccino Antonio Maria Barbieri, creato cardinale da Giovanni XXIII nel 1958.

Per nomina pontificia, ha partecipato alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015).

Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 14 febbraio 2015, del Titolo di Santa Galla.

È Membro:

  • della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica;
  • del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;
  • della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Sturla, il cardinale del dialogo nell’Uruguay sempre più laico

(da un articolo de “La Stampa”)

Il “giovane” porporato ha posto la famiglia fra i temi centrali della sua azione pastorale. Crede nell’incontro con tutte le componenti della società e fa dei poveri e dei giovani il cuore dell’annuncio evangelico

Con i suoi 55 anni è uno dei più giovani cardinali del sacro collegio, inoltre non ha fatto in tempo ad essere nominato arcivescovo di Montevideo l’11 febbraio del 2014, che papa Francesco lo ha investito, appena un anno dopo, della berretta rossa. Così Daniel Fernando Sturla Berhouet prenderà parte al concistoro del prossimo 14 febbraio, ma già il 12 e il 13 parteciperà a un concistoro con tutti i cardinali durante il quale verrà discussa la proposta di riforma della Curia vaticana.

La stampa del suo paese l’ha definito un vescovo “nello stile di Francesco”. E del resto monsignor Sturla non ha nascosto il proprio consenso per il magistero del papa argentino, la necessità di rimettere la Chiesa in comunicazione con la società, la vicinanza ai sacerdoti, i temi sociali, il metodo del dialogo con tutti anche quando le posizioni sono distanti. In effetti il piccolo Uruguay con i suoi 3 milioni e 240mila abitanti, è un paese in cui l’impronta laica è molto forte e si è anzi rafforzata negli ultimi anni in cui una colazione politica di sinistra – “il Frente amplio” – ha vinto ripetutamente le elezioni.

E’ dunque in un quadro complesso che si deve muovere monsignor Sturla, ordinato prete nel 1987, con un passato di insegnante nell’istituto Giovanni XXIII, professore di storia della Chiesa, poi vescovo e ora cardinale. Una vita non facile la sua, soprattutto agli inizi: il più piccolo di cinque figli, perse entrambi i genitori fra i 13 e i 16 anni, da qui una rapida responsabilizzazione nelle scelte da compiere. Da arcivescovo di Montevideo Sturla si è mosso in modo dinamico provando a rivitalizzare la Chiesa uruguayana e non rinunciando ad affermare le posizioni del magistero ma dialogando allo stesso tempo con le istituzioni del Paese. E fra i temi centrali affrontati dall’arcivescovo c’ è quello della famiglia.

Nei giorni scorsi alcune migliaia di fedeli hanno preso parte al quarto incontro pubblica del rosario per la famiglia. In merito, il nuovo cardinale ha osservato che sua intenzione era quella di inviare «un messaggio ai fedeli per rafforzare il modello di famiglia cristiana e avere un atteggiamento di pazienza e rispetto verso altri tipi di unione».

In questo senso monsignor Sturla osservò, all’indomani della sua nomina ad arcivescovo di Montevideo, come «la grande sfida per la Chiesa è la comunicazione. Sono convinto che la fede cristiana sia un tesoro in grado di dare senso alla vita. E allora, essere convinti di questo e vedere tanta gente che si allontana dalla Chiesa, è un dolore enorme. E credo che si debba al fatto che abbiamo un problema di comunicazione Non siamo capaci di comunicare la fede con la forza necessaria per entusiasmare la gente». Anche la riorganizzazione amministrativa della diocesi, il contatto frequente con i fedeli e la vicinanza ai sacerdoti rientrano fra gli obiettivi di governo pastorale del cardinal Sturla. (La Stampa)