Cena del centenario


Lo scorso venerdì 20 aprile, nell’ambito dei festeggiamenti dei 100 anni dell’Istituto Elvetico, a scuola si sono ritrovati, insieme alla direzione, i docenti, il personale e gli amici dell’Elvetico per una cena di festa e di riconoscenza.



Riportiamo di seguito il testo del saluto del Direttore, don Claudio Cacioli.

Saluto Cena del Centenario
Lugano, 20 aprile 2018

Confinando sulla vostra cortesia e appellandomi alla vostra pazienza è arrivato per me il momento di “dare i numeri”.

1838, anno in cui il dottor Camillo Landriani, da Pavia, fonda un Istituto per la “formazione dei giovani commercianti”. Prima Barca, frazione di Montagnola sulla Collina d’Oro, poi Agno e infine a Lugano, sono le tappe che portano alla attuale sede, nella Villa che fu della patrizia Famiglia Riva.

1871, alla morte del fondatore, il “Landriani” viene via via affidato alle cure di valenti professori, nel ruolo di condirettori: Giuseppe Orcesi di Genova e Giuseppe Grassi di Lugano, poi Giovani Anastasi e Annibale Cotti, quindi Giuseppe Rovelli e Paolo Camozzi

1916, il perdurare della prima guerra mondiale toglie al “Landriani” la massima parte dei suoi allievi, molti di provenienza internazionale, e sembra compromettere la continuità della sua opera formativa.

20 gennaio 1917, a Roma Monsignor Aurelio Bacciarini viene consacrato vescovo dal cardinale Basilio Pompilj e dal vescovo Paolo Tranquillo Silvestri, dopo essere stato nominato Amministratore Apostolico del Ticino. Sarà proprio Lui ad adoperarsi affinché don Paolo Albera, secondo successore di Don Bosco, accolga la proposta di affidare ai Salesiani la guida del “Landriani”.

L’anno scolastico 1917/1918 si aprì quindi sotto la direzione dei Salesiani di Don Bosco e con un nuovo nome: Istituto Elvetico “Serafino Balestra”, luminosa figura di sacerdote ticinese.

7 luglio 1918, Domenica, inaugurazione ufficiale dell’Istituto Elvetico sotto la guida del primo Direttore don Aristide Redaelli, che già dal 1902 era Direttore dell’Oratorio Festivo di “san Rocco” in Lugano.

1928, dieci anni dopo, il Superiore dell’Ispettoria Salesiana Novarese-Alessandrina-Elvetica del Sacro Cuore di Gesù, aveva già concluso le pratiche per la chiusura dell’Istituto Elvetico e per la vendita della proprietà. Sarà il beato Filippo Rinaldi, terzo successore di Don Bosco – del quale si dice “gli mancasse solo il tono della voce” per essere in tutto simile a Lui – ad opporsi a questa decisione, intuendo nuove possibilità di bene per questa Casa.

a.s. 2017/2018, l’Elvetico celebra i suoi primi 100 anni di passione educativa! Fra le diverse iniziative promosse in questo anno centenario, come Salesiani abbiamo fortemente voluto questa serata di fraternità per dire grazie a tutti voi che siete l’Elvetico oggi, primi fra tutti le docenti i docenti, i collaboratori e i nostri benefattori.

Se questa sera siamo qui lo dobbiamo alla felice intuizione di due uomini santi, il Vescovo Bacciarini e don Rinaldi. I santi, come i bambini, vedono più lontano proprio perché più vicini al Cuore di Dio.
È dalle loro mani che idealmente questa sera riceviamo il testimone (maglietta), con l’impegno di continuare almeno per i prossimi cento anni…

Grazie perché ci siete e per tutto quello che fate per il Bene dei Giovani. Dio ve ne renda merito già in questa vita e nell’eternità!

don Claudio

 


 

Il Caffè, nell’edizione di domenica 29 aprile ospita un articolo di Giuseppe Zois sull’evento del centenario dell’Elvetico, dal titolo significativo “Volere é potere: l’esempio dell’Elvetico”.

ilCaffe